COLLO RIGIDO?
Sblocchiamo nuove direzioni
Se partiamo dalla prospettiva del precedente post, a volte il Dubbio può essere paralizzante: cosa fare? Come farlo?
E allora parliamo di Direzioni, ponendo attenzione alla parte corporea più addetta a valutare queste facoltà: il collo.
In un post precedente abbiamo anche scritto della gola (elemento Metallo), che ovviamente fa parte anatomicamente del collo; la nostra capacità di valutare direzioni e orientarci appartiene invece, in Medicina Cinese, all'elemento energetico del Legno.
Sono di pertinenza di questo elemento muscoli e tendini, che governano la nostra capacità contrattile di andare, fare, decidere il cosa e il come.
Ruotare il collo porta naturalmente a valutare Possibilità e prendere una Direzione. Guardiamo con gli occhi (che sempre appartengo al Legno, come abbiamo visto qui), ruotiamo la testa per orientarci, usiamo muscoli e tendini per andare e fare.
Al contrario, la rigidità stessa del collo é tante volte accompagnata alla incapacità di valutare altre possibilità rispetto a quelle che stiamo vivendo; oppure al non ascolto di ciò che vogliamo veramente. E allora la rigidità coglie come segno corporeo che “dovrebbe” portare all'ascolto delle nostre istanze interne.
Anche le emozioni che non scorrono tendono a dare sintomi in “alto” nel corpo, come il mal di testa, ma soprattutto nella rigidità e dolore di collo e trapezio alto; l'elemento Legno è responsabile del libero fluire delle emozioni, facendoci passare con semplicità tra tranquillità, rabbia, paura, gioia, volontà, lasciare andare, tristezza, senza farci “affezionare” a nessuna in particolare. Proviamo le emozioni, non le possediamo (e non ci facciamo possedere), torniamo al nostro stato di “base” che si spera possa essere la tranquillità/soddisfazione.
Quanto “stai” in ogni emozione?
Quante emozioni differenti provi ogni giorno?
Se provi tensioni costanti al collo, qual è la tua “emozione di base”, quella con la quale passi tanto tempo nella giornata?
Qualche piccola domanda da farsi per cominciare a sperimentarsi, come sempre.
Passiamo ora a trattare una parte più strutturale. Il collo è un una parte certamente complessa e delicata, viste il quantitativo di elementi che lo attraversano da e per la testa. Eppure, nelle tensioni fisiche risente moltissimo di altre zone come la cassa toracica, la muscolatura presente tra le scapole, il diaframma.
Una buona respirazione completa, come abbiamo visto qui, aiuta ad allentare le tensioni generali e favorire lo scorrere emotivo; il diaframma ringrazia e informa anche il collo che il corpo è più “al sicuro”.
La posizione della cassa toracica risente molto dell'equilibrio di tensione tra la parte anteriore e posteriore: muscoli e fascia tesi da una parte stirano e tirano eccessivamente l'opposta. Cronicamente questo disequilibrio porta a non riuscire più a cambiare postura, e rimaniamo bloccati in una configurazione corporea che si trascina anche emozioni e atteggiamenti solidificati.
Una pratica ottima che coinvolge la muscolatura del collo, ma non solo, la trovate qui.
A lungo termine, spesso allenare adeguatamente i muscoli trapezio inferiore e gran dentato aiutano a togliere quell’eccesso di “peso” e responsabilità di carico che attanagliano il trapezio superiore e la muscolatura cervicale. Questo può aiutare a disattivare la muscolatura anteriore del collo e torace, così attivati dalla “postura da smartphone” e dalle tensioni croniche del sistema nervoso in stato orto simpatico.
SINTOMI DI COSA?
Spessissimo chi richiede un massaggio lamenta, insieme ad altri segni, rigidità o dolori al collo. Così tanto che io (Judy), lavorando principalmente su testa, spalle e colonna, sono diventata esperta nel trattare colli.
Ora vi rivelo un qualcosa di controverso ma vero: raramente i problemi al collo si trattano solo localmente, e ci sono casi in cui il collo dà solo un segnale di disagio emotivo od esistenziale, quindi trattarlo a lungo serve a poco e dà un sollievo solo temporaneo.
Io stessa ero molto soggetta a torcicollo e crisi vagali; da quando pratico Yoga, e associando la pratica a cambiamenti reali nella mia vita, ho molti meno problemi.
Può capitare che in seguito a un massaggio o a una consulenza si evidenzi la necessità di cambiare dei nostri atteggiamenti; sono quelli che ci hanno salvato e permesso di arrivare “fino a lì”, ma anche àncore che ci tengono legati a comportamenti ormai nocivi.
L’operatore olistico può aiutarci a vedere questa necessità, affiancandoci in un percorso di trasformazione, ma sta sempre ad ognuno di noi la scelta, come sempre.
L’operatore può mostrarci delle possibilità: ma l’abbracciarle veramente sta sempre a noi.
Vogliamo davvero cambiare? Quanto vogliamo cambiare? E come? Che Direzione vogliamo prendere?
Buon Viaggio Senza zavorre



