SALUTE ARTIFICIALE
Si può sostituire un medico con una IA?
Dopo l'articolo su Bryan Johnson, nel quale abbiamo riflettuto su come la Salute non sia costante controllo di parametri clinici (qui se non l'hai letto), vogliamo andare in profondità su una tendenza che riguarda la Salute ma non solo.
Parliamo della sempre più pervasiva presenza della intelligenza artificiale in tutti gli ambiti della nostra vita.
Vi lasciamo qui il link Substack di un autore che in prima linea si occupa delle ultime tendenze e notizie in questo campo:
Noi, più modestamente, vogliamo dire la nostra su ciò che riguarda la relazione, fortemente deresponsabilizzante, tra l'uso della IA e la Salute personale e sociale.
Partiamo chiarendo che non siamo necessariamente luddisti, sempre contro il “progresso” tecnologico; viviamo e in parte anche noi apprezziamo come queste innovazioni semplifichino la Vita e “liberino” Spazio per dedicarsi maggiormente (idealmente) a ciò che ci appassiona davvero. Non proponiamo una visione di “ritorno” ad un fantomatico passato più o meno autentico o idealizzato.
Nell'ambito ospedaliero e medico, in generale, l'introduzione di modelli IA sta portando a sostanziali miglioramenti nell'ambito diagnostico; questi modelli, collegando segni clinici (semeiotica) in maniera rigorosa nella diagnosi del paziente, possono cogliere l'insorgenza di patologie laddove l'occhio e l'attenzione umana a volte non giungono, per vari motivi. E così aiutare nella diagnosi precoce di situazioni complesse come sindromi autoimmuni o tumorali.
E qui cominciamo con il sottolineare come tutto questo sia ottimo; ma sempre serve un occhio umano “allenato” e istruito per verificare il suggerimento del modello. La precisione è elevata, ma l'errore è dietro l'angolo": come a volte accade ai medici in carne e ossa.
Questi potenti strumenti sono ottimi per dare suggerimenti e indirizzare un occhio che ha studiato e ha esperienza in quel campo. Altrimenti il rischio “cantonate” aumenta in diretta relazione a quanto l'utente umano sia “digiuno" di esperienza su quell'argomento.
É forte l'uso e l'auto “somministrazione” di protocolli alimentari nati dall'interazione con ChatGPT, ad esempio. É il gradino finale della dieta da rivista patinata; ma dietro non c'è più nemmeno la “sicurezza” che un esperto abbia redatto queste linee guida. In maniera rassicurante, il modello di linguaggio ci fornisce macronutrienti, kcal, menù settimanali.
Ma quasi sempre dall'altra parte c'è una persona non esperta di alimentazione, che non sa alla fine valutare la “bontà” di ciò che viene proposto. E ci si toglie spesso dalla responsabilità di verificare tutto questo.
L’IA, simbolicamente, chiude il cerchio cominciato dal prete (o religioso, in generale) che in tempi antichi deteneva il sapere senza doversi “spiegare” con i non addetti. Poi il testimone è passato al medico, possessore di un linguaggio volutamente oscuro e specializzato con la quale descrivere “oggettivamente” il corpo e somministrare una cura che non permetteva dubbi o messa in discussione.
L'intelligenza artificiale non presenta una novità, in questo senso. É solo il gradino insieme più personale e pervasivo di questa tendenza a delegare la nostra Salute.
Vedo anche nel mio “mestiere” di terapista del massaggio e del movimento; é possibile ricevere protocolli più o meno esaustivi interagendo con questi modelli di linguaggio. E in apparenza hanno molto senso; punti, modalità, come e dove muovere.
Io stesso sono convinto che tra qualche anno potranno essere inseriti dati medici e segni diagnostici orientali (come foto della lingua o descrizione del polso) e ricevere con esattezza cosa serva alla persona “analizzata”. Ma servirà sempre (forse) un occhio umano allenato e attento per controllare il suggerimento.
E questo suggerimento dovrà sempre interagire e integrarsi con ciò che Noi, personalmente, Sentiamo. Perché questi aspetti non sono riducibili oggettivamente, ma sono fondamentali tanto quanto un segno o sintomo clinico.
Questi tempi, a nostro parere, portano l'urgenza di “allenarsi” ancora di più a Sentire, Sentirsi, Stare; il rischio di un totale riduzionismo é dietro l'angolo. La Salute può diventare “disumana”, e tenerci in vita potenzialmente per sempre (vedi Brian Johnson) ma farci perdere ciò che é veramente importante: l'Esperienza stessa fisica, emotiva e spirituale del casino chiamato Vita.
MODELLI E PROTOCOLLI?
In vari periodi della mia vita ho avuto modo di osservare l’approccio alla cura di medicine tradizionali asiatiche (cinese e ayurveda).
Il paziente non è solo la sua anamnesi o i suoi esami medici. Viene esaminato: si parla, viene osservata la lingua, letto il polso…
Dopo la chiacchierata vengono definite delle pratiche di massaggio, agopuntura, indicazioni dietetiche e di movimento e cure fitoterapiche che seguono standard per situazioni similari.
Le consulenze non finiscono lì: ci si incontra regolarmente (per quello che ho visto io, settimanalmente) con il medico di MTC o Ayurveda per valutare se la cura fosse effettivamente adatta a quella persona.
A volte anche solo qualche milligrammo in meno di un ingrediente o punti differenti sollecitati con l’agopuntura possono fare la differenza.
E allora mi viene da dire: capisco l’idea di creare dei protocolli e dei modelli, la fisiologia tende a funzionare in un certo modo, ma non siamo tutti uguali.
Ogni caso andrebbe visto e rivisto.
Sta diventando sempre più difficile essere visti, non dico seguiti, da un medico.
L’IA se consultata ci dà risposte in tempo reale. Comodo…
C’è anche chi si affida a Dr Chat (o simili) anche per sedute di psicanalisi.
E, a detta di psicologi, il rischio di peggiorare la situazione è alto.
Una risposta seria, anche corretta, esposta senza prendere in considerazione lo stato di stress emotivo di chi indaga, potrebbe essere pericoloso…
Il mondo sanitario ha bisogno di cambiare e sta cambiando; in questa fase di passaggio serve fare attenzione. E’ tutto più delicato di quanto sembri.
Ancora di più ci viene da sottolineare la necessità di essere molto in ascolto del proprio corpo e delle proprie emozioni.
Essere coscienti di se stessi diventa ancora di più una necessità.
Se poi il mondo sta prendendo una via che ci allontana dalla materialità del corpo per andare verso coscienze più sottili queste attenzioni potrebbero essere inutili…
Buon Viaggio Con Coscienza di Sè, almeno in questa fase


